Infezione · Microbiologia · Revisione

Infezione di protesi di ginocchio

L’infezione periprotesica è una delle cause più importanti da escludere in presenza di dolore dopo protesi di ginocchio.

IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (VR). La valutazione delle protesi dolorose si inserisce in un percorso specialistico dedicato alle revisioni protesiche, con attenzione a diagnosi, infezione, stabilità, perdita ossea e scelta dell’impianto.

Una diagnosi spesso complessa

L’infezione può manifestarsi con febbre, arrossamento, secrezione o dolore importante, ma può anche essere subdola: dolore persistente, rigidità, versamento ricorrente o mancato recupero.

Non deve essere esclusa solo perché la ferita è guarita, perché non c’è febbre o perché le radiografie non mostrano alterazioni evidenti.

Infezione acuta e cronica

L’infezione acuta richiede diagnosi rapida, perché il tempo può influenzare la possibilità di conservare l’impianto. L’infezione cronica può presentarsi come una protesi che non è mai andata bene o che progressivamente diventa dolorosa.

Biofilm e colture

I batteri possono aderire alle superfici dell’impianto e organizzarsi in biofilm. Per questo la diagnosi non si basa su un singolo dato, ma sull’integrazione di storia clinica, esami ematici, aspirazione articolare, colture e valutazione microbiologica.

Esami e aspirazione articolare

  • PCR, VES, emocromo e indici mirati;
  • radiografie sotto carico;
  • aspirazione articolare quando indicata;
  • conta cellulare, neutrofili, colture, cristalli;
  • prelievi intraoperatori multipli nei casi chirurgici.

One-stage o two-stage

Il trattamento non è uguale per tutti. In casi selezionati con patogeno noto, tessuti adeguati, bone loss limitato e paziente immunocompetente può essere considerata una strategia in un tempo. Nei casi con patogeno non noto, fistola, compromissione cutanea, infezione sistemica, patogeni multiresistenti o ospite fragile può essere più indicata una strategia in due tempi.

Ruolo dell’infettivologo e del microbiologo

Il microbiologo permette di identificare il microrganismo e guidare la terapia. L’infettivologo contribuisce alla scelta e durata dell’antibiotico, soprattutto in infezioni croniche, polimicrobiche, con colture negative o pazienti complessi.

Errori da evitare

  • iniziare antibiotici senza prelievi, salvo urgenze;
  • escludere infezione per assenza di febbre;
  • interpretare una RX normale come prova definitiva;
  • revisionare senza aver considerato l’infezione.

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