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Il percorso diagnostico nella protesi di ginocchio dolorosa

Prima di proporre un trattamento è necessario capire la causa del dolore distinguendo problemi meccanici, infettivi, infiammatori, funzionali o extra-articolari, anche attraverso un percorso condiviso con altri specialisti quando indicato.

IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (VR). La valutazione delle protesi dolorose si inserisce in un percorso specialistico dedicato alle revisioni protesiche, con attenzione a diagnosi, infezione, stabilità, perdita ossea e scelta dell’impianto.

Il metodo prima della decisione

Il percorso diagnostico serve a capire se esiste una causa correggibile del dolore e quale trattamento sia più appropriato.

Percorso diagnostico protesi dolorosa
Il percorso non è automatico: ogni esame deve rispondere a un sospetto clinico.

1. Anamnesi

Quando è stata impiantata la protesi, se il dolore è mai scomparso, se è comparso dopo un periodo di benessere, se è a riposo o sotto carico, se ci sono gonfiore, febbre, rigidità o instabilità.

2. Visita clinica

Cammino, asse, estensione, flessione, stabilità, rotula, apparato estensore, versamento, cicatrici, segni infiammatori, anca e colonna quando necessario.

3. Radiografie

Radiografie sotto carico e confronto con immagini precedenti permettono di valutare allineamento, mobilizzazione, osteolisi, usura, fratture, rotula e perdita ossea.

4. Escludere infezione

PCR, VES, emocromo, aspirazione articolare e colture quando indicato. L’assenza di febbre non esclude una infezione cronica.

5. Imaging avanzato

La TC può valutare rotazione, osteolisi, difetti ossei, posizione dell’impianto e pianificazione della revisione. Scintigrafia o SPECT-CT possono essere utili in casi selezionati.

6. Valutazione multidisciplinare

Nei casi complessi, il percorso diagnostico non è solo ortopedico. Presso l’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (VR), la valutazione delle protesi dolorose può essere condivisa con infettivologia, microbiologia, reumatologia, fisiatria, radiologia e medicina nucleare quando il caso lo richiede.

Questo approccio serve a distinguere infezioni periprotesiche, patologie infiammatorie, problemi funzionali, cause extra-articolari e veri fallimenti meccanici dell’impianto. L’obiettivo è evitare sia revisioni non necessarie sia ritardi nei casi in cui la chirurgia è indicata.

Approccio condiviso. La protesi dolorosa richiede spesso integrazione tra visita ortopedica, microbiologia, infettivologia, reumatologia e fisiatria: non basta una singola radiografia per decidere.

7. Decisione terapeutica

Osservazione, fisioterapia, trattamento medico, terapia infettivologica, revisione parziale o completa devono derivare dalla diagnosi.

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